A Bosia, il Premio ideato dal sindaco Ettore Secco con Silvio Saffirio torna il 20 e 21 giugno: natura, ambiente e radici produttive al centro
Gli ancalau, nella memoria dell’Alta Langa, sono coloro che osano andare oltre: uomini capaci di partire, intraprendere, misurarsi con il mondo senza spezzare il filo con la propria terra. È da questa parola antica, intrisa di identità e coraggio, che nasce il Premio Ancalau, costruito per celebrare chi sa trasformare appartenenza e intraprendenza in progetto. Dal 2014 Bosia ha trasformato questo spirito in un laboratorio nazionale di idee, mettendo in dialogo radici territoriali e innovazione. Nato da un’intuizione del sindaco Ettore Secco, sviluppata con Silvio Saffirio – grande uomo di comunicazione e pubblicitario legato profondamente a queste colline – il Premio è passato da riconoscimento simbolico ad autentico “Torneo delle idee” per giovani start-up, grazie anche alla svolta impressa fin dalla prima edizione da Oscar Farinetti.
«L’Ancalau non è un evento freddo, è un evento col cuore che coniuga i principi antichi con le nuove idee», sintetizza Saffirio. In questa formula sta il senso di una manifestazione che in oltre un decennio ha premiato progetti capaci di spaziare dall’agritech alla medicina, dall’economia circolare all’intelligenza artificiale, trasformando Bosia in un osservatorio sul futuro. Il 2026 segna il ritorno del Premio a Bosia, luogo d’origine di questa esperienza. «Bosia è il luogo dove l’idea è nata, e ogni tanto bisogna tornare al cuore per ripartire meglio», osserva Saffirio. L’edizione del 20 e 21 giugno ruoterà attorno all’omaggio a Carlin Petrini, che riceverà Hall of Fame e Premio “Propheta in Patria”: «Petrini è una figura mondiale, una gloria italiana: ci mancava solo che la sua gente non lo onorasse»
Accanto a lui, Ancalau 2026 amplia il proprio racconto: Alice Cerutti, in- dicata da Slow Food tra le donne che salvano la terra, sarà premiata per lavoro e ambiente, mentre la nuova Targa Idea Arlevé, promossa dalla rivista Idea con Confindustria Cuneo, porterà al centro il tema attualissimo del passaggio generazionale nelle imprese attraverso Serena Tosa. Un segnale importante: il futuro non è solo invenzione di start-up, ma anche capacità di raccogliere e rilanciare eredità economiche e culturali.
Restano centrali il “Torneo delle idee” con 20mila euro complessivi sostenuti da Fontanafredda, Banca d’Alba e Reale Group, la passeggiata letteraria con Paolo Tibaldi, i murales restaurati con QR code in quattro lingue, i concerti popolari e il coinvolgimento delle scuole sul tema della cura della terra. Non eventi isolati, ma parti di una stessa visione: fare del territorio non una cartolina, ma una palestra di futuro. Quello di una comunità che ha scelto di non musealizzarsi.
Silvio Saffirio ha intuito prima di molti altri che quella parola antica poteva diventare un marchio culturale contemporaneo. È questo, forse, il segreto di Ancalau: dimostrare che radici e innovazione, memoria e futuro, possono ancora parlare la stessa lingua.




